L’artigianato al servizio dei cani guida

Cos’hanno in comune i cani guida per ciechi in Svizzera, negli USA, in Australia o in Francia? Molto probabilmente indossano una pettorina prodotta a mano in Svizzera – fino a non molto tempo fa nel Giura, ora tra le montagne ticinesi.

Un paesino di dieci anime nella Valle di Peccia, in fondo alla Valle Maggia. Chi ne percorre i vicoli al mattino probabilmente non incontra nessuno. I giovani vanno altrove. Da molto tempo i bambini non corrono più lungo i corridoi della vecchia scuola, rimasta vuota per anni. Ma da un paio di mesi qui le luci sono di nuovo accese. Attraverso le finestre illuminate si intravede un laboratorio allegro e ordinato con una stufa a legna, tavoli alti, molti scaffali e alcuni macchinari. A uno di questi siede Alessandro Kaufmann, che adagia con cura un pezzo di cuoio in una specie di forma di cartone, lisciandolo per bene. Tira verso il basso una grande leva, prima lentamente, poi con un colpo secco per gli ultimi centimetri, ed estrae rapidamente il pezzo di cuoio su cui ora sono impressi il numero di serie, la misura e il nome «Swissharness». È il marchio della ditta di produzione, che in estate si è trasferita qui nell’ex edificio scolastico di San Carlo e ha rivoluzionato la vita di Alessandro e di sua moglie Sandra. Come si deduce dal nome inglese, la ditta fabbrica «harnesses», cioè pettorine, che saranno indossate da cani guida per ciechi. In questa nicchia di mercato si è fatta un nome e produce per clienti in tutto il mondo.

Il progetto in breve

  • Laboratorio
  • Ristrutturazione e allestimento
  • San Carlo/TI

Basta con il lavoro pendolare

Alessandro è originario del Luganese, ha una qualifica di riparatore di autoveicoli e successivamente ha studiato tecnica automobilistica e meccatronica. Il lavoro lo aveva portato nella Valle del Reno sangallese, l’amore fino in Valle Maggia, da cui proviene Sandra, che per lunghi anni ha rinunciato a vedere il suo Alessandro durante la settimana. Con l’arrivo del primo figlio due anni fa, entrambi si sono resi conto che qualcosa doveva cambiare. Quando in Ticino si liberava un posto nel suo settore Alessandro si candidava, ma non finiva mai bene. Entrambi erano sempre più convinti della necessità di aprire una ditta propria, così Alessandro non avrebbe più dovuto fare il pendolare e si sarebbe potuto guadagnare da vivere vicino a casa. La soluzione è arrivata all’improvviso: per lavoro, il padre di Alessandro aveva spesso a che fare con un inventore del Giura, che per poter finanziare le sue invenzioni aveva fondato qualche decennio prima una ditta di pettorine per cani guida per ciechi, sviluppando una clientela internazionale. Ora l’inventore stava andando in pensione e cercava un successore per la ditta. Alessandro e Sandra si sono mostrati subito interessati. Dopo un paio di visite, hanno acquistato l’azienda. «Pur non avendo mai avuto a che fare con una pettorina per cani per ciechi né lavorato il cuoio», racconta divertito Alessandro. Ma il lavoro gli piaceva. «Dovendo lavorare diversi materiali con differenti macchinari, occorre una certa competenza tecnica.»

Dapprima ha trascorso tre mesi nel Giura, per un tirocinio presso il suo predecessore. Poi lui e Sandra hanno trasformato la vecchia scuola in un laboratorio facendo quasi tutto da soli. E infine è arrivata l’ora della verità. Alcuni macchinari sono stati trasferiti dal Giura, altri sono stati acquistati usati. Da allora Alessandro lavora a tempo pieno e Sandra al 60 percento. Ma le difficoltà iniziali non sono mancate. I clienti attendevano i loro ordini, ma Alessandro e Sandra all’inizio erano ancora piuttosto lenti.

«La mia più grande paura era di non saper mantenere l’elevata qualità e perdere i clienti di vecchia data.» Il controllo reciproco ininterrotto causava ogni tanto anche qualche attrito nella coppia. Adesso però tutto fila nuovamente liscio e la collaborazione tra i due è ben rodata. Sandra: «Ora abbiamo ciò che volevamo: più tempo da condividere per noi e i nostri figli.»

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Efficienti sinergie

Mentre a una macchina scarnitrice Sandra assottiglia i bordi dei pezzi di cuoio precedentemente fustellati, Alessandro lavora al tornio su tubicini di plastica che servono per l’impugnatura della maniglia. Anche questo è un lavoro di precisione. E come per le pettorine, ci sono innumerevoli varianti. Ogni cliente – tutte scuole di addestramento per cani guida per ciechi – ha la propria filosofia. Per esempio, alcuni ritengono che durante l’andatura si debba mantenere una certa distanza tra cane e padrone, per altri è importante che l’animale sia sempre a contatto con la gamba della persona cieca. Insomma, tutti vogliono una pettorina apposita. Alessandro vuole sfruttare questa flessibilità di produzione per poter un giorno ampliare la sua gamma di prodotti. «Siamo in grado di realizzare qualsiasi cosa unisca il cuoio con la plastica e il metallo. Ho già qualche idea in proposito.» È chiaro che poi non potrà più svolgere da solo questo lavoro supplementare, ma del resto è anche ciò che vuole: «Ci piacerebbe un giorno creare lavoro per altri abitanti della valle.»

Testo: Max Hugelshofer

Foto: Yannick Andrea

Pubblicato a febbraio 2022

Il sostegno

Alessandro e Sandra Kaufmann hanno investito tutti i loro risparmi nell’acquisizione della produzione di pettorine per cani guida per ciechi. L’Aiuto svizzero alla montagna li ha sostenuti nell’acquisto dei macchinari e nell’allestimento del laboratorio. Volete contribuire anche voi?
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